Appunti sulla natura

Febbraio

Anche quest’anno, nonostante le basse temperature e la neve costantemente presente, i fiori dell’inverno sono sbocciati
ed emanano il loro profumo: hamamelis e calicanto.
Il primo è un trionfo di nastrini giallo zolfo, l’altro dondola minicoppette giallo ocra con un cuore amaranto, e il profumo...

Marzo

Anche il gelsomino d’inverno è esploso in migliaia di stelline,
gialle come gli altri fiori dei cespugli fioriti.
Solo i crochi hanno anche altri colori: blu, azzurro, bianco,
ma sotto la neve si fa fatica a notarli.
Sono arrivate le cicogne. Si, proprio loro, bianche, enormi,
accucciate su un palo con piattaforma all’uopo.
Ora anche i carpini punteggiano di giallo il bosco e le rive sono
un susseguirsi di cuscini colorati: viola o bianco per le violette,
giallo per le primule, bianco per i bucaneve e rosa per gli ellebori.

Aprile

La luce del sole ci abbandona più tardi e nel bosco si alternano tappeti di bianco splendore a nuvole di azzurro-bianco-viola.
Quanti colori possono avere le mammole?
Oggi ho raccolto i primi luvertin, i germogli del luppolo.
Ottimi in frittata.
Siamo ormai a metà mese e i ciliegi si percepiscono nei boschi attraverso il bianco della chioma fiorita. Tra poco qualunque brezza leggera porterà nell’aria una nevicata delicata di petali odorosi di vento.

Maggio

Tuoni e pioggia a catinelle, le peonie non hanno il tempo di fiorire
che già appassiscono.
Però, che spettacolo: petali bianchi con unghie viola-nere,
un pò stropicciati; coppe enormi che stentano a sostenersi;
lucide sfere ancora da schiudere in pallidi rosa perlacei.
Le rane e i rospi cantano tutte le notti le serenate di nozze
e anche la raganella ha ripreso il suo posto nel vaso attaccato al glicine. Come fanno a ritrovare il posto tutti gli anni?

Giugno

Nell’aria si propaga ancora il profumo delle rose di maggio,
quelle che oramai non più splendide, ma spampanate e accaldate,
si sfogliano lentamente.
Cadono i petali lasciando un tappeto di morbide, colorate,
odorose ali di farfalla.
Le ortensie iniziano a competere per la supremazia del giardino
e col bianco e col rosa e col blu ogni angolo ombroso attira attenzione.
I gruccioni sono già arrivati da un bel po’ dall’Africa:
avete mai visto tutti quei colori in un unico uccellino?

Luglio

In estate preferisco la notte; vedo nel buio perché conosco ogni cespuglio, ogni fiore, e nel tremore di una foglia capisco il passaggio di un insetto
o il frullo di un pipistrello.
La notte mi ripaga delle fatiche del giorno, delle cure per l’orto,
e se potessi dormirei sempre sotto le stelle, tra i faggi che fremono ininterrottamente.

Agosto

Non c’è più novità nei cespugli e nelle piante, tutto ha già dato del suo meglio: le rose bourboniane continuano a incantare con i loro fiori semplici adagiati come farfalle stanche dai colori mutevoli, e continueranno sino ai geli. Invece le ortensie americane cadono sotto il peso dei panicoli bianchi, enormi, gli oleandri sopravvissuti all’inverno polare fingono un risveglio di rosso e di rosa che non convince.
I gazebo finalmente coperti di verde accolgono giornalmente le tavole apparecchiate e le chiacchiere dell’ora del tè.

Settembre

Finalmente l’orto non è più un despota, i fiori di melanzana fanno concorrenza in bellezza a quelli di zucche e zucchine, zinnie e convolvoli.
Non c’è più la vigna, ma un po’ di uva fragola si intravede tra i pampini e passare in rassegna i meli nel frutteto dà una sensazione d’orgoglio, perché anche quest’anno l’abbiamo spuntata contro le avversità.

Ottobre

C’è voglia di freddo, basta con l’attività incontrollata in giardino, basta tagliare, potare, diserbare, bagnare... Voglio un po’ di tempo per leggere accanto alla stufa mentre le foglie iniziano a cadere e si distingue tutto il paesaggio attorno, libero per chilometri, fatto di prati pettinati, sentieri riapparsi tra il folto e sporadici tetti abbandonati.
In questo periodo gli animali selvatici sono meno diffidenti e lepri, donnole, cinghiali e volpi sono visitatori frequenti.

Novembre

è tutto come impietrito dal freddo improvviso, le rose ancora colorate, ma come conservate per una bacheca, le dalie chinate e spente, solo i crisantemi resistono brillanti contro la nebbia e stringono come ogni anno uno stretto patto di rinascita.

Dicembre

Debbo raccogliere il muschio da mettere nel Presepio e ho esplorato tutti gli angoli più nascosti dove questo si può trovare, angoli ombrosi e umidi dove il suo verde smeraldo esplode d’improvviso, puntinato da dritti baffi scuri, quasi vibrisse all’erta di cambiamenti di temperatura, di luminosità o di precipitazioni. Le foglie ormai marce non riescono ad occultare quelle isole verdi che illuminano quello che rimane del giardino, dimesso, privo di qualsivoglia addobbo, solo ornato da tonde bacche rosse di rose rugose lasciate appositamente per approvvigionare gli uccelli in inverno.